Storia&Storie

Dopo la Shoah: “Cukurs deve morire” – Parte Seconda

Accusato di aver partecipato attivamente alla Shoah, lo sterminio degli ebrei ad opera dei nazisti, l’aviatore lettone Herbert Cukurs, famoso in patria, viene ucciso da sconosciuti in Sudamerica dove era scappato dopo essersi sottratto al giudizio dei tribunali. Anni dopo l’assassinio viene rivendicato a nome di “Quelli che non dimenticheranno mai” da Yaakov Meidad, un agente del Mossad, i servizi segreti israeliani, che racconta perché e come “Cukurs doveva morire”.

Voce di Carlo Colognese – Testo di Alberto Gini

Dopo la Shoah: “Cukurs deve morire” – Parte Prima

Foto di Yaakov Meidad
Yaakov Meidad alias Anton Kuenzle

Accusato di aver partecipato attivamente alla Shoah, lo sterminio degli ebrei ad opera dei nazisti, l’aviatore lettone Herbert Cukurs, famoso in patria, viene ucciso da sconosciuti in Sudamerica dove era scappato dopo essersi sottratto al giudizio dei tribunali. Anni dopo l’assassinio viene rivendicato a nome di “Quelli che non dimenticheranno mai” da Yaakov Meidad, un agente del Mossad, i servizi segreti israeliani, che racconta perché e come “Cukurs doveva morire”.

Voce di Carlo Colognese – Testo di Alberto Gini

Miti di Roma – Romolo e Remo, il ritrovamento e l’infanzia

Il ritrovamento di Romolo e Remo, gemelli nati dall’unione fra la vestale Rea Silvia e il dio Marte, e gli anni della loro infanzia sono al centro di questo episodio, il 33mo della serie, presentato da Enrico Tullio Pizzicannella.

Nell’immagine: Cavalier d’Arpino, Ritrovamento di Romolo e Remo, affresco del 1596 – Roma, Palazzo dei Conservatori

Miti di Roma – Figli e nipoti di Enea

Prosegue il viaggio di Enrico Tullio Pizzicannella attraverso i miti di Roma. Il tema di questa puntata sono i figli e i nipoti di Enea, da Lavinio ad  Alba Longa.

Giornata contro le mafie – Ricordati di ricordare

21 Marzo – La Giornata della Memoria e dell’Impegno

Il 21 marzo nasce dal dolore di una mamma
Una giornata estiva. Il sole splende sulla autostrada tra Punta Raisi e Palermo. Magistrati, rappresentanti delle istituzioni e delle forze di polizia, cittadini e studenti commemorano il primo anniversario della strage di Capaci. C’è anche don Luigi Ciotti sul luogo del dolore. Prega, in silenzio. Quando, all’improvviso, si avvicina una donna minuta: si chiama Carmela, è vestita di nero e piange. La donna prende le mani di don Luigi e gli dice: «Sono la mamma di Antonino Montinaro, il caposcorta di Giovanni Falcone. Perché il nome di mio figlio non lo dicono mai? È morto come gli altri». Soffre, Carmela: in quel primo anniversario della strage la memoria di suo figlio Antonio, e dei suoi colleghi Rocco e Vito, veniva liquidata sotto l’espressione “i ragazzi della scorta”. Da questo grido di identità negata nasce, il 21 marzo, primo giorno di primavera, la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Nasce dal dolore di una mamma che ha perso il figlio nella strage di Capaci e non sente pronunciare da nessuno il suo nome. Nessuno. Un dolore che diventa insopportabile se alla vittima viene negato anche il diritto di essere ricordata con il proprio nome.

Un lungo elenco che diventa memoria
Ogni anno una città diversa (nel 2019 la manifestazione nazionale si svolge a Padova, ndr ), ogni anno un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che si fa impegno quotidiano. Recitare i nomi e i cognomi come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora, per non farli morire mai. Per farli esistere nella loro dignità.
(Ripreso dal sito http://www.libera.it/ )

In occasione del 21 marzo 2019 Mymeantime propone la lettura della poesia “Ricordati di ricordare” di Umberto Santino.
Voce di Luigi Fortini

Ferruccio, l’ uomo che fece grande il Torino

Nel settantesimo anniversario della tragedia di Superga, una rievocazione dell’ imprenditore Ferruccio Novo, lo sfortunato artefice del Grande Torino, squadra leggendaria nell’ Italia dell’immediato secondo dopoguerra.

[Nella foto, al centro Ferruccio Novo]

Episodio 29 – Michelina Di Cesare: l’amore e il sangue

Una povera ragazza del Meridione d’Italia per sfuggire alla fame diventa brigantessa e poi per le proprie doti di coraggio, abilità militare e intelligenza diventa comandante di briganti. Alla fine, tradita da un parente, muore colpita alle spalle da una fucilata dei soldati sabaudi. La sua bellezza, il suo coraggio e l’amore dato al marito e alla causa della povera gente hanno lasciato un segno profondo e riconoscibile ancora oggi nelle terre dov’ è vissuta.

Episodio 24: Lucrezia Borgia, le strategie dell’ anima

Con questo podcast entriamo anche noi nei giochi che da secoli storia e leggenda fanno attorno a una delle figure femminili più importanti di ogni epoca. In questa intervista impossibile è la stessa Lucrezia Borgia a parlarci dei segreti più grandi e controversi vissuti durante l’arco dell’intera sua vita. Voci di Elena Lucenti e Filippo Roncaccia. Testo di Filippo Roncaccia.

Episodio 23: Enea, alle radici dell’impero romano

Fra i più famosi miti romani quello di Enea è però forse anche fra i meno esplorati. Avvalendosi del lavoro delle ricercatrici Licia Ferro e Maria Monteleone, autrici del libro “Miti romani” pubblicato da Einaudi, Enrico Tullio Pizzicannella narra di come Enea diede origine al popolo dei latini. La lettura del testo è preceduta da un’ introduzione dello stesso Pizzicannella.

Il libro:
Licia Ferro e Maria Monteleone
Miti romani
Einaudi Editore

Episodio 22: Garibaldi al Gianicolo narrato da Pascarella

Nella sua Storia nostra Cesare Pascarella, fattosi per la circostanza metà poeta e metà storiografo, rievoca le ore drammatiche in cui Garibaldi, assediato dagli zuavi francesi venuti a soffocare per conto del Papa la giovanissima Repubblica Romana, è costretto alla ritirata lasciando sul terreno numerosi caduti. Il racconto, introdotto e letto da Carlo Colognese, fa seguito alla rievocazione, sempre per la penna di Pascarella, della messa a morte dei carbonari Targhini e Montanari, ghigliottinati a Piazza del Popolo nel 1825 in nome di “un tiranno vestito da Papa” secondo l’espressione di Colognese.

Nell’immagine: La battaglia di ponte del’ Ammiraglio di Renato Guttuso (particolare)